Un Giardino Rinascimentale a San Quirico D\'orcia

Il mistero degli Horti Leonini

Patricia McCobb chiarisce la figura di Diomede Leoni

La Pianta degli Horti Leonini

PIENZA 16.05.2010

Ci voleva una studiosa di New York che ha scelto di dividere il tempo della sua vita e del suo lavoro fra gli States e San Giovanni d'Asso, l'architetto di paesaggio Patricia McCobb, per accendere i riflettori su una figura, quella di Diomede Leoni, a dir poco ingiustamente trascurata dagli studi storici sulla Val d'Orcia. E per fare un po' di luce, con la figura di Diomede, sul mistero della realizzazione degli splendidi giardini di San Quirico, una delle perle più singolari della Val d'Orcia. La realizzazione degli Horti Leonini nel tardo-Cinquecento inizia con la storia di questo sanquirichese. Il Leoni, ancora giovane, lasciò il suo paese natale per Roma, dove visse a stretto contatto con la élite del mondo artistico dell'epoca. Una lettera ufficiale scritta dal segretario del Granduca Francesco I de'Medici nel 1580, mostra che i Medici ricompensarono Leoni per la costruzione degli Horti. La stessa lettera porta alla luce certi dettagli della vita di Diomede Leoni: era un figlio illegittimo di un notaio, ereditò un pezzo di terra a San Quirico da suo padre, e costruì i suoi 'horti' per la "comodità" dei viandanti, particolarmente, e per i nobili che passavano sulla strada Romea. Ulteriori documenti indicano Diomede Leoni come uno dei tre amici di Michelangelo al suo capezzale quando egli morì. Infatti, Leoni fu l'unico a scrivere una testimonianza sugli ultimi momenti di vita del grande artista. La storia di Diomede Leoni e dei suoi Horti Leonini è stata presentata ieri con il patrocinio del Comune e della Fondazione Tagliolini, in Palazzo Chigi dalla autrice stessa.

Fabio Pellegrini